1) Keplero. Osservazioni sul Sidereus Nuncius.
Appena letta l'opera di Galilei, Keplero gli scrisse una lunga
lettera per esprimergli il proprio consenso. Nella  lettera il
grande astronomo si sofferma anche su tematiche complesse e
delicate. La lettura comprende la parte riguardante il posto di
Dio e dell'uomo nella nuova cosmologia. Keplero cerca di
coordinare i tre elementi a cui si  sempre ispirato: teologia,
cosmologia e geometria.
G. Keplero, Dissertatio cum Nuncio Sidereo, anno 1610 (pagina
108).

E che dunque, tu mi dirai, se vi sono in cielo globi simili alla
nostra Terra, forse che stiamo per venire in gara con essi, per
sapere chi tenga il posto migliore dell'universo? Se, infatti, i
globi di quei pianeti sono pi nobili, non siamo noi le pi nobili
di tutte le creature razionali. Come possono essere allora tutte
le cose per l'uomo? E come possiamo essere noi i signori delle
opere di Dio?.
Difficil cosa  sciogliere questo nodo, perch non abbiamo ancora
esplorato tutte le cose che sono a ci pertinenti, per cui
discutendo ampiamente, su questo argomento sfuggiremo a stento a
un rimprovero di temerit.
Tuttavia, non sar reticente sugli argomenti scientifici che mi
sembra possano addursi per dimostrare non soltanto in generale
come sopra, che questo sistema di pianeti, in uno dei quali ci
troviamo noi uomini, si trova nel luogo principale dell'universo,
intorno al cuore dell'universo, che  appunto il Sole; ma anche in
particolare che noi uomini ci troviamo su quel globo che del tutto
si addice alla creatura razionale pi importante e pi nobile, fra
le corporee.
Della prima affermazione in merito al luogo pi interno
dell'universo, vedi sopra gli argomenti derivati dalla moltitudine
delle fisse, che circondano questo luogo a guisa di sicura
muraglia, e dello splendore del nostro Sole in confronto alle
fisse. E a tali argomenti aggiungi questo terzo... La geometria 
una ed eterna, splendente nella mente di Dio, e la partecipazione
ad essa tributata agli uomini  fra le cause per cui l'uomo 
immagine di Dio. Nella geometria, poi, dopo la sfera vi  una
famiglia di figure che  la pi perfetta di tutte, quella dei 5
corpi solidi euclidei. Ebbene, questo nostro mondo planetario 
disposto secondo la regola e il modello di tali solidi. Supponi
dunque che vi siano infiniti altri mondi, essi saranno diversi o
simili a questo nostro. Simili non potresti dirli. Infatti a quale
scopo sarebbero infiniti, se ciascuno racchiudesse in s ogni
perfezione?...
E lo stesso Bruno, difensore dell'infinit, ritiene che 
necessario che i singoli mondi siano diversi dagli altri per
altrettante specie di movimenti. Se questo vale per i movimenti,
varr dunque anche per le distanze, che danno luogo al periodo dei
movimenti. Se vale per le distanze, varr anche per l'ordine, il
genere e la perfezione delle figure, da cui sono desunte le
distanze. [...].
Continuiamo dunque verso l'altro corno del dilemma. Siano quegli
infiniti mondi diversi dal nostro: saranno di conseguenza disposti
secondo figure diverse da quelle cinque perfette, e quindi essi
saranno meno nobili di questo nostro; dal che deriva che il nostro
mondo  il pi importante di tutti, nel caso che ve ne fosse pi
d'uno. E diremo anche perch la Terra  pi importante del globo
di Giove e sede pi degna della creatura dominante.
Il Sole, in verit,  al centro del mondo,  il cuore del mondo,
la fonte della luce, la fonte del calore, l'origine della vita e
del movimento del mondo. Ma sembra evidente che l'uomo debba
astenersi di buon grado da quel trono regale. Diede il cielo al
Signore del cielo, Sole di giustizia; mentre la Terra la diede ai
figli degli uomini. Infatti, anche se Dio non ha corpo e non ha
bisogno di un abitacolo, tuttavia nel Sole (come qua e l nella
Sacra Scrittura si dice nel cielo) pi che negli altri globi
palesa quella virt dalla quale  governato il mondo. Riconosca
dunque l'uomo la sua miseria e l'abbondanza di Dio, anche dalla
particolarit del suo stesso abitacolo; riconosca che lui non  la
fonte e l'origine dello splendore del mondo, ma che dipende dalla
vera fonte e dalla vera origine. Aggiungi anche questo che ho
detto nell' Ottica, che cio ai fini della contemplazione, per la
quale l'uomo  stato fatto ed  stato provvisto e dotato di occhi,
l'uomo non avrebbe potuto starsene nel centro, ma  necessario che
per la sua esplorazione spazi all'intorno in un moto annuo con
questo naviglio che  la Terra, non diversamente da coloro che
misurano le distanze di cose inaccessibili cambiando una stazione
con l'altra, per conciliare col triangolo di misurazione, una
giusta base con le distanze angolari delle stazioni.
Ma dopo il Sole, non vi  globo pi nobile e pi adatto all'uomo
della Terra. Infatti, anzitutto questo globo  in posizione
centrale tra i globi primari (senza contare fra questi, com'
giusto, i satelliti e il globo circumterrestre della Luna), poich
ha Marte, Giove e Saturno che ruotano all'esterno della sua orbita
e, che ruotano completamente all'interno, Venere, Mercurio,
nonch, tornito nel mezzo, il Sole che provoca tutte le rotazioni,
un vero e proprio Apollo, e di questo nome Bruno spesso si vale.
Inoltre, poich i cinque corpi si dividono in due classi, cio
quella dei tre primar: cubo, tetraedro e dodecaedro; e quella dei
due secondari: icosaedro ed ottaedro, l'orbita della Terra si
inserisce fra i due ordini cos come una muraglia che tocca
dall'esterno i centri delle dodici facce del dodecaedro e
dall'interno i dodici vertici dell'icosaedro corrispondente; e
anche solo per questa sua posizione fra le figure geometriche, il
globo terrestre  degno di nota, rispetto a tutti gli altri globi.
In terzo luogo, noi sulla Terra, Mercurio, ultimo dei pianeti
primar, lo distinguiamo a mala pena, a causa del vicino ed
eccessivo splendore del Sole. Quanto meno percettibile sar
Mercurio su Giove o su Saturno! Questo nostro globo, dunque,
risulta destinato con somma intelligenza, all'uomo, perch egli
possa contemplare tutti i pianeti. E cos chi negher che sono
stati attribuiti a Giove altri quattro pianeti in compenso di
quelli che rimangono nascosti ai Gioviali e che invece noi
Terricoli vediamo, i pianeti inferiori, in numero appunto di
quattro, cio Marte, Terra, Venere, Mercurio che girano intorno al
Sole all'interno dell'ambito di Giove?.
Abbiano dunque le creature di Giove di che dilettarsi; anche per
quelle vi siano, se ti piace, i loro quattro pianeti... noi uomini
terricoli possiamo gloriarci non senza ragione (sono io che lo
insegno) dell'importantissima abitazione dei nostri corpi e
dobbiamo esserne grati al Creatore.
Mi  piaciuto, o Galileo, discutere con te in questi termini,
scientificamente, sopra i nuovi dubbi che tu hai suscitato con le
tue osservazioni.
...Per quello che resta io ti chiedo insistentemente, o
famosissimo Galileo, che tu continui strenuamente ad osservare, e
quelle cose che nelle tue osservazioni avrai scoperto, ti chiedo
di comunicarle a noi entro il pi breve termine possibile; e
infine non ti riesca sgradita questa mia prolissit e libert nel
parlare della natura. Ti saluto.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, volume
dodicesimo, pagine 175-179.
